Sabato 14 febbraio alle 20,30 l’ufficio pastorale della famiglia ha organizzato come di consueto la veglia degli innamorati.  

Il gruppo si è dato appuntamento all’interno del meraviglioso Battistero e dopo aver fatto memoria del Battesimo e recitato il credo, insieme al vescovo in processione si è diretto verso il duomo, dove la veglia è continuata nell’approfondimento del tema “Amare con tutto il cure, con tutta la mente con tutta l’anima”, che ha scandito la serata. 

Brani e preghiere hanno guidato il gruppo dei fidanzati e sposi per capire cosa significa concretamente amare con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutta l’anima.

Gli innamorati sono stati invitati a riflettere su un messaggio contenuto in un biglietto per confrontarsi su un piccolo e semplice quesito che riguarda la vita di tutti i giorni e a fare una piccola preghiera silenziosa l’uno rivolto verso l’altro, guardandosi con gli occhi del cuore.  

Brani del vangelo di Giovanni hanno fatto da colonna sonora a questa veglia. 

Il vescovo ha concluso il momento di preghiera rivolgendo ai fidanzati e a tutti i presenti alcune riflessioni. 

Amare con tutto il cuore, mente e anima significa donarsi pienamente agli altri, riconoscendo la varietà di forme che l’amore può assumere. Questo amore, radicato nell’amore di Dio mostrato da Cristo sulla croce, si manifesta in gesti di dedizione assoluta, energia quotidiana e fedeltà rinnovata. L’amore cresce e si affina, superando le difficoltà e arricchendo chi lo vive, andando oltre la coppia e diventando fecondo. A figli si trasmette l’amore di genitore, ma solo tra partner si realizza questo amore esclusivo. La presenza del crocifisso in casa diventa simbolo di preghiera e ricerca del bene per l’altro.

Alle coppie è stata donata una piccola pianta, segno di un amore che si coltiva giorno per giorno e poi tutta l’assemblea ha vissuto un momento di convivialità presso i locali del seminario maggiore. 

Ma cosa vuol dire amare con tutto il cuore, la mente e l’anima? A chi possiamo dirlo ? possiamo dirlo ai nostri familiari ma anche il vescovo lo dice alla sua chiesa, in tanti modi, ma dobbiamo dirlo con la consapevolezza che c’è una biodiversità dell’amore e noi stasera ne siamo testimoni.  Questo amore ha una fonte unica che si diversifica in tanti modi e a tanti livelli: l’amore di Dio che si è fatto vedere nel cristo e che viene fori al momento della croce quando avendo amati i suoi li amò fino alla fine. E ci sono immagini di donne e uomini che hanno amato fino alla fine, donando il sangue per altri. Quel sangue che dice passione e amore totale. IO ti voglio bene pienamente, con tutto me stesso, un mutuo dono di se, un amore dove si dona tutto  quindi diventa unico ed esclusivo, che non sta fermo, è energia, è fedeltà, quella della roccia e che si rinnova tutti i giorni. L’amore non si esaurisce ma di approfondisce, si affina, lievita e diventa fecondo, non si ferma a noi due, non è chiuso, fisso. In questo caso 1 + 1 non fa due ma molto di più e ci arricchisce, cresce tra le rocce delle prove e si alimenta dalle difficoltà.  Ai figli daremo l’amore di padre e di genitore ma questo tipo di amore lo si da solo a te e tu a me. Questo amore parte dal crocifisso che dovrebbe essere in tutte le nostre case, che dovrebbe essere in un posto belo dove poter mettere anche un fiore o un lumino. Se voglio bene così come ha fatto il signore, come faccio a dimenticarmi di ciò? Allora ecco che l’amore diventa preghiera per l’altro per cercare per l’altro il bene più grande.  

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