Giovedì 5 febbraio alle 21 presso la sala conferenze dell’istituto dei Padri Saveriani in viale S. Martino a Parma, in occasione della LIX (cinquantanovesima) Giornata mondiale della pace e della nota della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) “Educare ad una pace disarmata e disarmante”, si è svolto un incontro con don Bruno Bignami, direttore dell’ufficio nazionale Conferenza Episcopale Italiana (CEI) per i problemi sociali e del lavoro.

Don Bruno Bignami ha affermato che la pace non è solo un obiettivo da raggiungere, ma una condizione della vita, un cammino e la comunità cristiana ha il compito di educare alla pace poiché il mondo spinge verso una psicosi bellica che soffoca e ammorba la società. Oggi rischiamo di diseducarci alla pace: viviamo in un mondo dove le spese militari crescono continuamente, i conflitti si moltiplicano e la violenza diventa una scelta spesso legittimata. 

Spesso storici e politici hanno abusato del principio cristiano della “guerra giusta” di Sant’Agostino e San Tommaso d’Aquino per giustificare la guerra, attribuendo alla Chiesa la legittimazione della guerra e capovolgendo il senso del pensiero dei Santi che invece vedevano in questo teorema la limitazione della guerra stessa. 

La pace, nella Bibbia, è “Shalom”: non solo nel senso di assenza di guerra, ma pienezza delle relazioni – con Dio, con gli altri, con noi stessi e con il creato. La guerra semplifica e distrugge, la pace costruisce e crea possibilità. Educare alla pace significa allora promuovere dialogo, nonviolenza, giustizia riparativa, servizio agli altri e anche scelte quotidiane responsabili. 

La pace richiede coraggio e fantasia. Gesù stravolge il pensiero umano e ci chiede di amare i nostri nemici. Serve allora quella capacità di far nascere l’altro dentro di noi, di costruire fiducia e relazioni nuove. Testimoni come Giorgio La Pira, Don Primo Mazzolari, Don Lorenzo Milani e Luigi Bettazzi ci mostrano che la pace cammina dentro la storia concreta, nelle persone e nelle città.

Il conflitto è inevitabile: tutti abbiamo differenze e opinioni diverse. Ma se lo affrontiamo senza violenza, può diventare generativo: porta dialogo, perdono, ascolto, accordo. La nonviolenza non è passiva: è una strategia attiva, educativa e culturale, per costruire una società giusta e pacifica, dove la pace non è un ideale astratto, ma un modo concreto di vivere.

Il link del video integrale è disponibile sul canale YouTube di Giovanni Paolo TV al seguente link:

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