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IN RICORDO DI MONSIGNOR DOMENICO MAGRI

All’alba del 16 settembre, domenica, giorno del Signore, ha raggiunto la Casa del Padre mons. Domenico Magri, semplicemente don Domenico, come preferiva essere chiamato lui, carissimo amico e collaboratore di Giovanni Paolo TV, curatore della rubrica “Di prete in Prete”.

Don Domenico è nato a Ravarano, nel comune di Calestano, il 31 luglio del 1931. Affascinato dalla vita Sacerdotale, avvertendo la chiamata del Signore ad essere prete, entra poco più che bambino in Seminario a Parma, lasciando con nostalgia I suoi cari monti e la sua amata famiglia.

In Seminario vive le difficoltà e le privazioni della Seconda Guerra Mondiale, finché il Vescovo mons. Evasio Colli decide di rimandare a casa I giovani studenti per motivi di sicurezza. Tornato tra I monti, il giovane Domenico vive il dramma del bombardamento e del rastrellamento di Calestano e la deportazione del padre e del giovane fratello Ugo, il quale a soli 17 anni morirà prigioniero in Germania. Questa dolorosa vicenda segnerà il giovane Domenico per tutta la vita.

Terminata la Guerra e completati gli studi, nel 1954, don Domenico Magri viene ordinato sacerdote e subito nominato cappellano nella parrocchia di Langhirano, dove perfezionerà la sua formazione Pastorale e dove rimarrà per alcuni anni, amato e stimato dalla gente del posto.

Agli inizi degli anni ’70 viene nominato vice parroco nella chiesa cittadina di Ognissanti e gli viene affidato l’arduo compito di fondare una nuova comunità parrocchiale, Santa Maria del Rosario, nell’allora periferia popolare della città, partendo da zero: dalla costruzione della Chiesa.

Grazie alla sua fede incrollabile e al suo innato ottimismo, don Domenico riesce nell’impresa di creare una fiorente Comunità Cristiana in uno dei territori più difficili e degradati di Parma.

Dal 2002 mons. Magri è Canonico della Cattedrale e dal 2009 Presidente dell’Opera Diocesana San Bernardo e animatore Pastorale dei sacerdoti anziani, residenti a Villa S. Ilario.

Mons. Domenico Magri è stato anche autore di numerose pubblicazioni in ricordo di sacerdoti illustri della Diocesi di Parma, in quanto era convinto della necessità di tenere viva la memoria di chi, con la semplicità della propria vita, aveva dato un valido contributo all’evangelizzazione nella Diocesi di Parma.

Don Domenico aveva grandissima stima della figura del Sacerdote, e ogni volta che ne parlava si stupiva e si commuoveva nel pensare a come l’Onnipotente avesse potuto scegliere degli uomini, e lui in particolare, per portare a tutti il Suo Figlio Unigenito; riteneva perciò fondamentale non dimenticare I suoi numerosi confratelli, che tanto avevano dato alla nostra Diocesi. .

Contagiosi erano l’allegria e l’entusiasmo di don Domenico: chiunque si fermasse a parlare con lui era subito considerato amico e nessuno poteva restare indifferente alla forza d’animo, all’energia e alla giovinezza del cuore di questo straordinario sacerdote, con I piedi ben piantati nella memoria del passato, ma con lo sguardo rivolto al futuro, ai giovani, speranza della chiesa di Parma.

Arrivederci in Paradiso don Domenico, alla presenza dell’Altissimo, dove riceverai il premio riservato ai servi fedeli.

Noi, ancora pellegrini in questo mondo, cercheremo di raccogliere la tua eredità spirituale e di fare in modo che l’oblio del tempo non cancelli il ricordo di un così grande sacerdote della Diocesi di Parma e di un così caro amico.

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